Salah Abdeslam sarà estradato in Francia

Salah Abdeslam sarà estradato in Francia

Il sospettato degli attacchi terroristici di Parigi, Salah Abdeslam, può essere estradato in Francia, secondo quanto stabilito da un tribunale belga Giovedi. Le autorità belghe e francesi dovranno ora esaminare le modalità per effettuare il trasferimento. Non è chiaro, dalla sentenza, quando si dovrebbe verificare l’estradizione.

Abdeslam era l’uomo più ricercato d’Europa in seguito agli attacchi terroristici in diversi siti a Parigi il 13 novembre, e le autorità belghe lo hanno catturato questo mese, dopo una sparatoria a Molenbeek, un sobborgo povero di Bruxelles, che è stato anche luogo di residenza per numerosi altri sospetti terroristi. Abdeslam, 26 anni, sarà trattenuto in Belgio, nell’ambito di un mandato di arresto europeo emesso il 19 marzo su richiesta delle autorità francesi.
E ‘uno dei 10 uomini accusati di aver condotto gli attacchi che hanno ucciso 130 persone nella capitale francese l’anno scorso. Le autorità credono che Abdeslam potrebbe essere stato il conducente della Renault Clio nera che ha fatto scendere tre kamikaze vicino allo Stade de France, uno dei siti di attacco.

Dottore inglese nega di aver dopato 150 sportivi

Un medico britannico, accusato di aver dopato 150 atleti d’elite, sta negando le accuse contro di lui, sostenendo che sono “false e molto fuorvianti”.

Mark Bonar è stato oggetto di un’indagine dal The Sunday Times, il quale ha riferito che il medico avrebbe fornito delle sostanze dopanti vietate ad alcune stelle dell mondo sportivo. Tra i suoi presunti clienti vi sono dei giocatori della Premier League di calcio, pugili, ciclisti che hanno partecipato al Tour de France, giocatori di tennis, culturisti e giocatori di cricket, secondo il giornale.

Bonar ha risposto alle accuse su Twitter: “Le accuse sono false @SundayTimesNews e molto fuorvianti”, ha scritto. “Non ho mai avuto una relazione con qualsiasi club della Premier League calcistica o con alcun giocatore”.
Trump condivide video di proteste in America

Trump condivide video di proteste in America

Donald Trump ha twittato lunedì un video che mostra immagini di proteste contro Trump, violenze e un agente di polizia insanguinato prima che una narrazione drammatica affermi “Siamo in guerra”.

“Siamo in guerra. Nessuno vuole ammetterlo, ma l’umanità è sotto attacco”, afferma la voce del narratore, che può essere riconosciuto come quella dell’attore Martin Sheen. “Uno specifico uomo potrebbe essere ciò che si frappone tra l’umanità e la più grande minaccia alla nostra breve esistenza”. La narrazione è estratta dalla voce fuori campo di Sheen nel videogioco Mass Effect 2.

Il video è stato originariamente pubblicato la scorsa settimana sul sito web VidMe da un account denominato “trumpeffect”.

Il social media director di Trump, Dan Scavino, ha condiviso il video su Twitter ieri sera tardi.  Il video mostra delle scene caotiche e una clip della candidata presidenziale democratica Hillary Clinton mentre ride, il presidente Barack Obama che fa sollevamento pesi e le immagini dello sbarco sulla Luna.

Panama Papers, coinvolto anche Montezemolo

Panama Papers, coinvolto anche Montezemolo

Luca di Montezemolo, l’imprenditore Giuseppe Donaldo Nicosia, latitante, coinvolto in un’inchiesta per truffa con Marcello dell’Utri, il pilota Jarno Trulli oltre a Ubi e Unicredit“: si tratta delle persone e delle aziende italiane presenti nei ‘Panama Papers’, i documenti dello studio Moassack Fonseca di Panama.

Si tratta di un totale di circa 1000 clienti italiani, presenti a vario titolo nei documenti consultati: da imprenditori a volti noti dello spettacolo, ma sono presenti anche persone non conosciute alle cronaca. I documenti fanno notare anche come lo studio Mossack Fonseca abbia curato gli interessi del presidente di Alitalia, e per quanto riguarda Unicredit la risposta è stata che “Mossack Fonseca non è consulente fiscale di Unicredit, e non vi sono società controllate” a Panama o alle Seychelles.

Corea del Nord blocca ufficialmente Facebook, Twitter e Youtube

Secondo quanto si legge su RaiNews, la Corea del Nord avrebbe lanciato un missile in mare al largo della costa orientale, poche ore dopo che i leader di Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti avevano avvertito Pyongyang di porre fine alle provocazioni.

Il Paese del dittatore è stato già sanzionato dall’ONU, ma i provvedimenti del 2006, 2009 e 2013, non sono serviti fermare le ambizioni nucleari di Pyongyang.

Come si legge dalla fonte, in base alle nuove norme Onu, tutte le navi nordcoreane in arrivo nei porti cinesi vanno ispezionate per verificare che non portino merci di contrabbando e le importazioni vanno fermate se c’è prova che i profitti vadano a finanziare il programma nucleare di Pyongyang.

Inoltre la Corea del Nord ha ufficialmente annunciato il blocco di Facebook, YouTube, Twitter e dei siti web della Corea del Sud. Pochissimi nordcoreani hanno accesso a Internet che consiste in realtà in una rete intranet controllata dal governo. In una nota del governo si legge che non sarà possibile accedere neanche alle pagine web di gioco d’azzardo e a quelle per adulti.